Un dispositivo intrauterino, una sorta di spirale, da collocare all’interno della cervice uterina, che rilascia a livello locale sostanze e medicinali utili a curare il tumore: è un nuovo passo nella terapia del carcinoma cervicale.
L’apparecchio intracervicale permetterà di evitare gli effetti collaterali sistemici di norma causati dalla somministrazione per via endovenosa dei farmaci utilizzati per i tumori della cervice uterina. Il brevetto è stato messo a punto e depositato dal professor Raspagliesi, direttore della struttura di Oncologia Ginecologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Il nuovo apparecchio può essere utilizzato per la chemioterapia in loco del carcinoma cervicale, attraverso il rilascio lento e limitato di farmaci. I vantaggi sono l’aumento degli effetti terapeutici e la riduzione degli effetti tossici sistemici (nausea, vomito, alopecia, intossicazioni, ecc.).
Altre possibili applicazioni del dispositivo sono finalizzate a: rilascio di farmaci (molecolari) in grado di bloccare uno specifico e singolo processo endocellulare e in tal modo bloccare la proliferazione del tumore, rilascio di anticorpi per l’immunoterapia e radio-immunoterapia del cancro alla cervice.
Fonte: XXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Oncologia Ginecologica